Il portale delle stelle, 15.2.19
Dopo tutto il virtuale
ci toccherà il reale?
Sapremo ritornare
nella casa del corpo
coi nostri sensi pieni?
Chi lo intende ci pensi...
E magari si freni...
Dopo tutto il virtuale
ci toccherà il reale?
Sapremo ritornare
nella casa del corpo
coi nostri sensi pieni?
Chi lo intende ci pensi...
E magari si freni...

Anima prigioniera
delle stelle
riuscirai a reincarnarti
nella voglia di esserci
e tornare di nuovo alla tua terra?
Immagine da un dipinto di Riccardo Orlando, in F.Torta - L'isola felice

con gli occhi chiusi al sole dell’autunno
sento la lontananza delle foglie
distaccarsi dai rami,
lenta danza ondeggiante,
e la baldanza dei ricci rotolare
col ventre di castagna
dentro al frusciare dei tappeti secchi…
e uccelli dappertutto
con qualche eco umana…
e se non fosse lo stolido titinno dell’età
potrei ascoltare qualcosa più in là…
ma fatto sta…
e allora cerco altrove con l’immaginazione…
perle nascoste sotto a vecchi sassi
nel giardino d’infanzia…
lei che raccoglie foto e castagne
ed io parole…
parole come aiuole…
poesia di casa mia…

dipinto di Riccardo Orlando
In fondo a questa grande cavalcata
che è stata la mia vita
(ancora non finita)
vedo terre bruciate
e nuvole dorate
costellazioni tutte illuminate
di un grande lievitare di bravate
mentre la casa sembra scivolare…
e da cocciuto vecchio mi rispecchio
nel mio poeta vate:
”umani che restate
e che volete rimanere umani…
semplificate!!
E poi…
semplificate…”
* semplificàgite! è evocativo di “penitenziàgite”, motto del movimento ereticale degli Apostolici fondato da Gherardo Segarelli alla fine del XIII secolo, fatto proprio dal discepolo fra Dolcino da Novara, che predicò per alcuni anni in Valsesia: i Dolciniani erano soliti pronunciare più volte tale formula, specie all'atto di stracciarsi le vesti nel momento della consacrazione, per proclamare la propria nullatenenza dinnanzi a Dio.

Ma tutto quel che pensi
poi lo senti?
Ma tutto quel che senti
poi lo pensi?

quando c’era futuro
in abbondanza
la vita si buttava in una stanza
verso bellezze vane
e solide abitudini nostrane
adesso che il futuro è ormai passato
mi ritrovo avvitato nel presente
avvenente e avvincente...
sono sceso dal tram dei desideri
continuo a piedi...
verso la notte
dei sogni…