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Da molto tempo (da quando lei era morta in quel modo atroce) i miei miti naturalistici erano entrati in crisi.
 Nell’uomo non vedevo più il figlio degenere e perverso di una Natura buona e Provvida (moderna versione del vecchio e barbuto Buon Dio) ma una sventurata e gloriosa scimmia del laboratorio cosmico che, se era spesso impazzita per le tremende tensioni della sua condizione esistenziale, era anche riuscita ad esplorare l’universo coi suoi occhi di pulce e a inventarsi sogni d’amore, di armonia, di libertà, di giustizia, di felicità sconfinata da contrapporre alla giungla spietata eripetitiva della Natura.
Una mattina, sul muro di una quieta stradetta romana dietro l’angolo di casa mia, mi apparve all’improvviso, gigantesco, il messaggio di uno studente alla sua ragazza: “Scimmietta, ti amo!”
E subito sentii che quelle parole erano anche la mia nuova, definitiva dichiarazione d’amore all’essere umano.
 
Con queste parole Luigi De Marchi introduce il suo libro del 1984, “Scimmietta ti amo” Edizioni Longanesi, Milano, riedito nel 2002 con diverso titolo (Lo shock primario. Le radici del fanatismo da Neanderthal alle Torri Gemelle, RAI-ERI)

Riflessioni su transfert e controtransfert sessuale

nel setting psicoterapeutico

 

La spiacevole occasione
 
All’inizio del dicembre scorso, molti di noi sono venuti a conoscenza del caso di un noto psicoterapeuta accusato di aver abusato sessualmente di una sua paziente.
Ho deciso di approfondire: mi sono messo a fare una ricerca su Google digitando "nome del collega-psicoterapeuta-abuso sessuale" e ho riscontrato che comparivano decine di pagine, non tutte "dedicate" alla notizia, ma nelle quali essa era presente, a volte con tanto di forum in cui si scriveva sull’ “argomento”, dando per scontati assunti inconsistenti sulla psicoterapia di matrice reichiana e comunque a mediazione corporea.
Possiamo restare a guardare? – mi sono detto – Qualcosa dovremo dire!
Ritengo quindi opportuno cogliere la spiacevole occasione, sia che i fatti vengano confermati, sia che ne segua uno sgonfiamento del caso, per una riflessione sulla “relazione sessuale” che normalmente si viene a creare nel setting psicoterapeutico.

Dai primi di marzo, in corrispondenza con il lockdown, ho iniziato un lavoro regolare on line con una ventina di miei clienti che hanno scelto di continuare la terapia in questa modalità, con colloqui di consulenza aziendale e con alcune persone come volontariato nell’ambito dell’iniziativa #Noicisiamo del Progetto di Sostegno Psicologico – SIAB - FIAP - Ministero della Salute.

Non è stata per me un’esperienza del tutto nuova in quanto avevo già da anni fatto colloqui da remoto nei casi in cui non era possibile un lavoro in presenza.

Le esperienze delle sedute on line mi hanno portato ad alcune riflessioni che intendo qui esporre.

con la collaborazione di Attilio Gardino, autore dei paragrafi 5, 6, 7 e 8 della sezione 2 Grounding, N. 2 2012, Franco Angeli
1 - IL CORPO GIOCATO
Il corpo giocato: un’espressione sibillina.
Riflette più cose.
Nell’attuale cultura occidentale il corpo è sempre più protagonista.
Con il ruolo più che altro di primattore gonfiato, di motore truccato.