Definirei “flat news” quelle informazioni poco rigorose e bislacche sul piano della veridicità e della congruità della comunicazione, che ormai circolano diffusamente, bonariamente o meno, nel nostro cyberspazio.

Non sono propriamente fake news, ma possono diventarlo e comunque si prestano ad equivoci e manipolazioni.

In sostanza sono "notizie piatte" che privilegiano la forma e spesso si rivestono di accenti estetizzanti e spettacolari che prendono il sopravvento rispetto alla “scientificità“ dei contenuti.

Un caso evidente e prevalentemente bonario è la pratica, ormai ampiamente dominante sui social, di citare frasi di pensatori illustri senza indicare il contesto da cui sono tratte.

Come fossero fiocchi di parole, stile baci perugina, imbellettano e “certificano” contenuti promozionali “culturali” o semplicemente post autoreferenziali decorati da immagini regalate da Google.

Einstein e Freud spadroneggiano...

Estirpate dal contesto certe riflessioni possono persino significare contenuti dissonanti dagli originari o comunque si possono prestare a manipolazioni comunicative. Senza dimenticare poi che, come scriveva Robert Musil, "Non esiste una sola idea importante di cui la stupidità non abbia saputo servirsi, essa è pronta e versatile e può indossare tutti i vestiti della verità. La verità invece ha un abito solo e una sola strada, ed è sempre in svantaggio." * 

 

Una sorta di simbolismo e di emblematismo estetizzante e narcisistico attraversa la cultura occidentale di maniera.

Il tatuaggismo pandemico ne è una manifestazione chiassosa: una moda che accomuna e insieme valida ognuno nel suo orgoglioso bisogno di dire “io sono così! “.

Immagini simbolico-emblematiche, allusive ed espressive di sè o di parti di sè, campeggiano ormai sui corpi della moltitudine occidentale.

Sotto gli occhi del mondo ci si imbelletta di estetismi semantici, inciampando troppo spesso in false rappresentazioni di sè e in comunicazioni fuorvianti o vuote: nel pandemonio dei segni potrà finire che si sembrerà tutti uguali.

Gli sportivi doc, ed in particolare i calciatori, si danno in questo senso un gran da fare.

 

Forme bonarie di flat news narcisistiche trasmutano in fake news: in alcuni casi infatti l’appiattimento estetizzante del contenuto gli fa perdere la  natura comunicativa originaria e lo trasforma in altro. Questi processi di mutazione semantica dei contenuti hanno creato il sostrato per nuove strategie di comunicazione di massa atte a manipolare il consenso su scala planetaria.

Così ad esempio Sky si permette di inserire come news nei propri Notiziari, alcune iniziative sponsorizzate dalla propria azienda nell'ambito dello Spettacolo, come XFACTOR, giocando sul formato "estetico-culturale" dell'evento-spettacolo. L'abito estetico e spettacolare è un formato particolarmente fortunato nella cultura del Web, passepartout per fini  narcisistici, di marketing e di potere.

Nel caleidoscopio narcisistico delle immagini, dei tweet e dei post che ci connettono alla realtà globalizzata e insieme minimalizzata, si perde sovente la memoria dei contenuti e, come in uno spettacolo illusionistico senza pause e senza fine, l’effetto dell’ultima notizia annega la penultima, di cui la moltitudine perde spesso il ricordo nella continua grandinata di spot.

Molti formidabili apparati comunicatori giocano su questo.

 

Nella rappresentazione mediatica di una questione politico-culturale, si può interpretare con magistrale spettacolarità e straordinaria eco del web, la parte del “Io sono favorevole!” e poi, con medesima efficacia, trasmettere il segnale “Io sono contrario!”: la traccia emozionale preferita, resterà impressa e attiva in molte persone, come un effetto placebo validato dalla forte eco mediatica, in barba allo storico della comunicazione e all’evidenza dei contenuti.

In politica questa è ormai da tempo pratica collaudata.

La massivita’ del flusso delle informazioni è ormai un’onda “anomala” che annega la memoria e spesso produce ottundimento frastornato.

Trump è gran maestro a quanto pare...

La vicenda della separazione dei bambini messicani dalle loro famiglie per la "legge ferrea del muro" è altamente esemplificativa di questi giochi di prestigio mediatici di "alto livello".

Siamo nel giugno del 2018. Dapprima il Gran Cerimoniere gioca la parte dell'inflessibilità separatoria, raccogliendo il consenso di chi vuole qualcuno che davvero mantenga le promesse e che finalmente chiuda senza se e senza ma. Poi entra in scena la moglie affascinante a soccorso dei piccoli migranti e convince il marito Presidente a riunirli alle madri, andando incontro a coloro che vorranno abbracciare il proprio sentimento di un buon Padre che alla fine sa cedere al buon cuore, grazie a un tocco materno femminile.

Piglia di qua e piglia di là: nel mondo Web risulta molto spesso che 1 meno 1 non fa zero, ma 1 e mezzo e forse quasi 2!

Non poteva mancare naturalmente un tocco di classe spettacolare.

Melania salendo sull'aereo sotto gli occhi famelici del Mondo, indossa una giacca modello Zara da 39 dollari, colore militare, con la scritta "I don't really care, do you?" (Non mene importa niente veramente, e a te?).  A Washington il termometro segna 30 gradi, non ha dunque lo scopo di proteggersi dal freddo. Lei ha fatto la modella, è molto attenta al look, ed è improbabile che prenda una decisione del genere in maniera casuale. Inoltre la giacca compare solo quando sale e scende dall' aereo, sotto l'occhio vigile di telecamere e fotografi, non c'è durante la visita alla struttura di accoglienza.

Qualcuno ha commentato che era un messaggio alla stampa che l'aveva criticata in altre situazioni per il look... Qualcuno ha scritto che era un messaggio al marito del tipo "Faccio quello che mi pare e non sto a fare quello che vuoi tu"... Qualcuno ha pensato a uno stile asciutto militare "Lo faccio per immagine morale, ma in fondo non m'importa più di tanto, come forse succede pure a te"... Qualcuno ha voluto intuire altri messaggi... Come si vede ce n'era un po' per tutti: amanti delle favole e complottisti, distratti osservatori e pignolisti...

Comunque in ogni caso una ricca  raccolta di commenti: fatte le somme sembra questo il "business"...

 

 La superficialità, l'appiattimento e la copiosità dei contenuti deve quindi preoccupare tanto quanto il galoppare delle fake news.

Se non di più, perché è fenomeno più subdolo e intossicante, che agisce già come stupefacente grazie al decadentismo immaginistico della nostra “civiltà del benessere” che in nome della forma si sta vendendo l’anima dei contenuti.

Allora più attenzione e vigilanza lungo i confini dei contenuti e della loro congruità comunicativa e scientifica.

Ma non sarà un lavoro per il quale ci basterà soltanto presidiare il livello logico-razionale.

In realtà molto spesso l’estetismo formale e il formato flat news, sono la faccia superficiale di un apparato inconscio difensivo, strutturato nel tempo per semplificare, mascherare e negare contenuti sperimentati come minacciosi e non omologati dal sistema familiare e sociale.

La gestione delle contraddizioni e dei conflitti emozionali tra genitori e figli, maestre-i e scolare-i, professori e studenti, ne sono spesso sconcertante esempio: quando c’è di mezzo il potere la manipolazione semplificatoria, addobbata se è possibile di belle parole, è la via più facile anche se la meno educativa.

Le semplificazioni sbrigative con cui vengono chiuse molte comunicazioni nei confronti dei bambini, dei ragazzi e dei giovani, perdurano con gli adulti, che in molti casi le hanno assunte come stile.

Uno stile comunicativo che diviene spesso abituale e si tramanda a livello sociale, producendo da un lato standardizzazione dei comportamenti e dall’altro opposizione più o meno consapevole, non di rado conflittuali all’interno della personalità dello stesso individuo.

Abbiamo a che fare quindi con un meccanismo tremendamente forte e ben sperimentato, la cui trasformazione richiederà anche un intervento a livello psicologico-irrazionale.

 

* Robert Musil, L’uomo senza qualità, Volume primo, pag. 54, Einaudi 1972